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La nostra realta’ interiore:che cosa si nasconde dietro alle maschere?



Tutti noi teniamo abitualmente nelle retrovie la nostra verita’.Per FUNZIONARE nel mondo non possiamo prendercela con chiunque incontriamo se siamo arrabbiati, piangere in ogni situazione se abbiamo una profonda tristezza, oppure esultare quando siamo felici,mentre camminiamo per la strada.
Ci e’ stato insegnato ad essere NEUTRALI,a proteggere dentro di noi la VERITA’ DEL MOMENTO , a condividere gioie e dolori con poche persone con le quali siamo veramente in sintonia.
Ed in questo non c’ e’ nulla di sbagliato. Indossiamo le maschere quando siamo al lavoro,e quando ci troviamo in tutte quelle circostanze che definiremmo formali.
Le maschere hanno la funzione di filtrare la nostra realta’ emotiva affinche’ affiori di noi la parte che desideriamo mostrare.Ma c’ e’ differenza tra AGIRE in modo CONSAPEVOLE le maschere e ,come spesso accade usarle come potentissimo strumento di mistificazione della nostra verita’.
Il problema nasce quando ci confrontiamo con la nostra realta’ interiore senza alcuna consapevolezza,finendo col credere che cio’ che abbiamo dentro sia quello che portiamo sulla faccia. E questo accade molto piu spesso di quanto possiamo immaginare.
Le questioni che ciascuno di noi deve affrontare nella vita, diventano problemi e difficolta’ a causa di questo solco invisibile che si crea tra la realta’ interiore (VERITA’) e le nostre maschere.
Quando indossiamo consapevolmente le maschere siamo in contatto con le nostre emozioni , ci teniamo uno spazio in cui manifestarle , le condividiamo con i nostri cari e gli amici piu stretti,abbiamo uno spazio ed un tempo in cui possiamo essere veramente noi stessi.
Ma puo’ accadere, ed accade che questa abitudine a celare la nostra autenticita’diventi una pericolosa abitudine.: teniamo le nostre maschere anche nell’ intimita’ della famiglia, col nostro partner, con i nostri figli.

Lo facciamo perche’ dopo una giornata passata a sfoderare sorrisi continuiamo cosi’, perche’ ci costa fatica portare una discussione in famiglia o al lavoro ,meglio sopportare qualcosa che non tolleriamo piuttosto che cercare una soluzione.
E rinunciando ad entrare nella nostra verita’ permettiamo agli altri di non rispettarci, e noi per prime non portiamo rispetto a noi stesse.

In questo modo nasce e si ramifica un malessere, a cui spesso mettiamo la ciliegina sulla torta di attribuire la responsabilita’ agli altri.


Da questa posizione in cui siamo schierati, non possiamo difendere le nostre ragioni ne consentire agli altri di esporre le proprie,poiche’ abbiamo gia’ deciso tutto,.Scacco matto, arrivate a questo punto, se cio’ che viviamo non dipende da noi possiamo soltanto sopportare, o ribellarci a QUELLO CHE CI FANNO PASSARE GLI ALTRI.
E cosi’ perdiamo di vista la possibilita’ di cambiare le cose , e abbiamo regalato agli altri tutto il nostro POTERE PERSONALE.

Come se ne esce?
Il primo passo e’ osservare noi stesse e comprendre quanto potere personale abbiamo ancora, e ,come lo utilizziamo.La meditazione puo’ essere un primo passo verso la consapevolezza, ed applicare alcune semplici regole nella vita di tutti i giorni che ci aiutino a comprendere i meccanismi con i quali costruiamo da sole le nostre trappole.
Cercare di esporci quando possiamo e non rispondere sempre:”Tutto bene” alla domanda che ci viene rivolta piu spesso:”Come va’?”.

Essere AUTENTICAMENTE in contatto con noi stessi,e decidere quando dobbiamo e possiamo condividere tutto questo con gli altri.